Graffiti sul muro e una firma: Banksy. Londra si riempie di colore e di trasgressione, soggetti sono i ratti, le guardie della regina, i poliziotti, il tutto in un anticonformismo che rispecchia la concezione dell’arte di Banksy: non sono i potenti a determinare il concetto di arte, ma è il pubblico, il cittadino che ogni giorno diviene partecipe del processo artistico della città.
I graffiti di Banksy a Londra parlano il linguaggio della guerrilla art, lui stesso si nasconde e appende le proprie opere nei musei. Il giudice è colui che guarda, non il critico e tutti hanno diritto alla propria visibilità. Molto probabilmente nativo di Bristol (la città è piena di suoi graffiti) ha cominciato a farsi conoscere con le firme di Kato e Tes, per poi emergere agli occhi dei più. Nessuno conosce il suo volto, rifugge la popolarità e continua la sua lotta con il colore. Banksy ha lasciato un suo graffito anche sul muro di Gaza per gridare alla pace e quest’anno si è impegnato in un cortometraggio autobiografico.


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